In vetrina

Modi diversi dei essere genitori

Quanto contano gli stili educativi?

Uno degli aspetti più importanti del nostro ruolo di genitori riguarda lo stile educativo. I bambini si confrontano, ogni giorno, con le norme esplicite ed implicite dello stile genitoriale, le elaborano attraverso il filtro della loro personalità e le fanno proprie, fino a diventare parte integrante del loro modo di essere. I rapporti con gli adulti significativi rappresentano, quindi, un punto di riferimento imprenscindibile per la costruzione del proprio sé e per poter crescere come individui ben integrati nella realtà sociale in cui si è inseriti. Quanto appena affermato trova sostegno nel fatto che coloro che sperimentano gravi carenze nei rapporti significativi con gli adulti e con i loro pari, soprattutto durante i passaggi critici delle fasi esistenziali più propriamente evolutive, infanzia e adolescenza, incontrano molte difficoltà nello sviluppare la propria personalità in maniera positiva e integrata e nello stabilire rapporti sociali significativi.
Già negli anni ‘70, studi di diversi autori indicavano che lo stile parentale avesse un effetto rilevante sullo sviluppo emotivo, sociale e intellettivo dei figli. Diana Baumrind (1977) ha identificato alcuni stili “di base” e i loro effetti sullo sviluppo dei bambini. Da questi stili fondamentali possono emergere degli stili intermedi. Gli stili di base sono i seguenti:
1. Stile autoritario
2. Stile permissivo
3. Stile Respingente/ Trascurante
4. Stile autorevole

 

STILE AUTORITARIO
Misericordia Adelaide!!!! Non essere te stessa!!!

La povera Heidi viene “educata” dalla famosa sigorina Rottermaier a non piangere, a non giocare, a non parlare della montagna e del nonno, insomma a non essere se stessa. Viene rimproverata per ogni cosa, le vengono buttati via i panini che lei metteva via per la nonna di Peter, vengono scacciati i suoi gattini…
Nelle famiglie in cui vige lo stile autoritario le regole sono restrittive, i “no” numerosi e spesso ingiustificati e le punizioni severe. La disobbedienza viene spesso interpretata come minaccia all’autorità. Di fronte alla disobbedienza questi genitori vanno facilmente in collera e rinforzano la distanza che già esiste tra loro diventando ancora più dogmatici e punitivi. Non c’è nessun tentativo di vedere le cose dal punto di vista dei figli o di coinvolgerli nelle decisioni. Ci si aspetta che questi obbediscano senza fare domande o avanzare obiezioni. I figli di genitori autoritari tendono ad essere obbedienti, con un Super- Io forte, ma anche sgarbati, insolenti e socialmente poco competenti.

STILE PERMISSIVO
Aaaarghhhhhh, gnam gnam…Sì sì va bene Burt, io ho da fare!


Il piccolo Burt sa che con suo padre può ottenere quasi sempre quello che vuole…
Lo stile permissivo è diametralmente opposto a quello autoritario. Qualunque cosa i figli desiderino e chiedano loro la concedono. Sono accettanti, ma non svolgono una funzione di guida. Non pongono limiti né fanno richieste; dai figli non si aspettano nulla. Non c’è un sistema di regole coerente e strutturato. Possono affidare ai figli decisioni che spettano agli adulti e quando cercano di disciplinarli sono deboli e inconsistenti. In altre parole, si aspettano che i figli si educhino da soli. Quando c’è un problema o una normale difficoltà, questo genitore si mostra iperprotettivo e tende a sostituirsi ai figli anche quando questi potrebbero fronteggiare autonomamente la situazione.


STILE RESPINGENTE/TRASCURANTE
Pollicino si educa da solo


Pollicino è il più piccolo dei suoi fratelli, ma anche il più furbo. Ha capito che, se vuole sopravvivere deve attivare le sue risorse, la sua astuzia. Lui da solo riuscirà a ritrovare la strada di casa e a salvare i fratelli dall’orco cattivo.
I genitori respingenti/trascuranti sono distaccati e non coinvolti, non sono né esigenti né ricettivi. Spesso ignorano le necessità di base dei figli. Li tengono a distanza mostrando uno scarso interesse per le loro attività, raggiungimenti e comportamenti. Li lasciano fare ciò che vogliono, non li sostengono e tendono a fornire pochi strumenti di comprensione del mondo e delle regole sociali. Sono genitori poco coinvolti nell’educazione dei figli e poco attenti ai loro bisogni emotivi. Il messaggio che il bambino riceve è “Stai lontano da me!”.
Spesso i figli di questi genitori assumono un ruolo da adulti e si responsabilizzano in maniera eccessiva perdendo la spontaneità e l’autenticità tipica dei bambini. La maggior parte delle volte tuttavia i figli di questi genitori tendono ad essere meno maturi degli altri per quanto concerne sia la sfera cognitiva che quella sociale. Non si sentono considerati e ciò può tradursi in scarsa stima di sé o risentimento. Sono spesso timidi, chiusi e solitari, a loro volta, infatti, non riescono ad essere emotivamente coinvolti nelle relazioni esterne alla famiglia.

 

STILE AUTOREVOLE
Mamma e papà riconoscono i nostri bisogni, rispettano la nostra personalità e si divertono con noi.
 
Quante volte abbiamo pensato che mamma e papà pig siano dei genitori quasi “perfetti”. Richiedono rispetto, sollecitando l’opinione di Peppa e George e stabiliscono regole che hanno maggiori probabilità di essere rispettate perché si adattano all’età dei loro figli. Non sono invadenti, non si sostituiscono a loro e sanno dire “no” quando lo ritengono necessario, in accordo con i valori che cercano di trasmettere.
Un genitore autorevole educa all’autonomia e ad imparare dai propri errori, al contrario di ciò che accade con genitori autoritari. Il genitore autorevole è invece capace di fornire un rapporto caldo e favorire esperienze educative culturalmente ricche. Rispetta la personalità dei figli; una forma di rispetto che si riflette nel modo in cui comunica e si pone in relazione. Prova piacere a stare con i figli e viceversa. I figli di genitori autorevoli risultano i più capaci. Tendono ad essere fiduciosi nelle proprie possibilità, socialmente responsabili, contenti, dotati di autocontrollo e cooperativi nei confronti sia degli adulti che dei compagni.
Accanto a questi stili di base ne esistono altri che, soprattutto negli ultimi anni sono diventati prevalenti nella società in cui viviamo, come:

 

LO STILE IPERPROTETTIVO
Rapunzel tu non capisci! Il mondo è cattivo e solo io posso proteggerti!!
 
In questo caso i genitori sono presenti e affettivamente coinvolti, capaci di infondere sicurezza e calore, in netta contrapposizione con lo stile respingente/trascurante. Tuttavia, con la loro “preoccupazione” e le loro “ansie” sembrano porre i figli in una situazione in cui scegliere autonomamente può diventare difficile. Genitori attenti e presenti, tanto che si rischia di rimanere intrappolati in quei valori e quelle attese “giuste” che propongono, pur di non deluderli. I genitori iperprotettivi, infatti, instaurano con i figli un rapporto simbiotico nel quale questi ultimi sono caricati delle ansie e delle aspettative genitoriali.
Naturalmente come genitori commettiamo continuamente errori e la maggior parte di noi oscilla tra diversi atteggiamenti in base alle circostanze e alle diverse situazioni. Inoltre lo stile educativo non è la sola variabile importante nella vita di un bambino. Il temperamento, i modi in cui il bambino reagisce gli interventi dei genitori, i feedback e l’esperienza che gli stessi genitori acquisiscono nel tempo, sono tutti fattori che influiscono sul rapporto genitori-figli.
Negli ultimi anni, infine, accanto agli studi sugli stili educativi si sono sviluppate nuove teorie molto accreditate capaci di spiegare i fattori fondamentali implicati nei processi educativi. Una di queste è quella secondo la quale alla base dei processi di apprendimento che si basano sull’imitazione ci sono dei neuroni definiti “specchio”. Secondo gli studiosi dei neuroni specchio, per il cervello, compiere un’azione o semplicemente osservarla è la stessa cosa.  Questi neuroni sono fondamentali già nei primi mesi di vita: in questo periodo si gettano le basi di un sano sviluppo emotivo del bambino, che in base agli stimoli ricevuti sarà più o meno propenso al sorriso, alla curiosità e via dicendo. Per questo è così importante come genitori “fare da esempio”, questo rimane sempre il più potente degli stili educativi!

 

Dott.ssa Elisa Cittadini
Psicologa Psicoterapeuta

 

Bibliografia:
Estratto da “Gli stili educativi genitoriali. Una ricerca nella periferia di Roma”. A cura di E. Cittadini, M.A. Chippari; S. Nocera (2003)

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