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Come disegnare un buon impianto di allarme

Il progetto dell'impianto è il primo passo verso la protezione di negozi e abitazioni

  • 13 gennaio 2015
  • Autore: Sicuramente Eu
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Come disegnare un buon impianto di allarme

Quando si decide di dotare la propria abitazione o negozio di un impianto di allarme, tanti clienti si trovano inizialmente spaesati di fronte alla enorme quantità di prodotti e soluzioni disponibili per la sicurezza. Il primo passo nella costruzione di un impianto di allarme è il progetto. E' importanche quindi comprendere come i professionisti del settore disegnano l'impianto per garantire la protezione degli ambienti e la semplicità di utilizzo per il cliente. Ci focalizziamo sulla protezione degli ambienti ad uso abitativo.

Da dove un malvivente può entrare nell'ambiente da proteggere?

Questa è la prima considerazione fondamentale che se interpretata correttamente evita sia di costruire un impianto sottodimensionato, sia di esagerare con le misure di protezione arrivando a una spesa consistente.

I malviventi tipicamente entrano in una abitazione in 2 modi:

- dalla porta di ingresso, la cui serratura è molto spesso vulnerabile ad attacchi ti tipo "bumping"

- dalle finestre, in presenza di abitazioni che si trovano ai piani bassi, o abitazioni che anche se ai piani alti hanno delle tubazioni che possono essere utilizzate come scale

- Dal tetto: questo è un problema degli attici, il tetto è tipicamente accessibile in modo semplice dalle scale, poi con una corda i malviventi si calano sul terrazzo

Purtroppo tante vittime di furti che abitavano ai piani alti erano convinte che l'altezza avrebbe scoraggiato i malviventi. Purtroppo non è così.  

Perimetrale o volumetrico interno?

Con la terminologia "perimetrale" si intendono i sensori che si installano sul perimetro dell'ambiente da proteggere. I sensori perimetrali possono essere:

- Rilevatori di apertura da applicare su finestre o persiane

- Rilevatori di urto da applicare su finestre o persiane

- Rilevatori di sollevamento tapparelle

- Rilevatori di movimento da esterno con effetto tenda

Invece i sensori volumetrici interni sono quelli che si montano all'interno dell'ambiente e rilevano il movimento.

In casi di particolare esposizione come gli appartamenti al piano terra e le ville si possono anche prevedere dei sensori volumetrici esterni che rilevano l'intruso prima che arrivi sul perimetro.

Posso mettere solo sensori perimetrali?

No, è decisamente sconsigliato mettere solo dei sensori perimetrali. La motivazione è semplice, i sensori perimetrali sono più soggetti a falsi allarmi. Quindi in caso di segnalazione di allarme (tramite sms o messaggio vocale specifico) non si sarà in grado di distinguere se si è in presenza di una effrazione o meno.

Tipicamente si utilizzano sempre dei sensori volumetrici interni in abbinamento ai sensori perimetrali. Eventualmente si può ridurre al minimo la componente volumetrica interna arrivando anche a un solo sensore messo in un punto strategico dell'appartamento. In questo modo in caso di allarme sulla componente perimetrale, si potrà avere la conferma definitiva della presenza di un malvivente qualora arrivi anche una segnalazione di allarme dai sensori volumetrici interni.

In alcuni casi di furti più elaborati la componente permetrale può essere mandata in allarme volontariamente dal malvivente per spingere l'utente a tenere disattivato l'impianto. Questa casistica è possibile per appartamenti al piano terra o ai piani molto bassi.

Le sirene?

Il ruolo della sirena oggi è puramente di deterrente. Una sirena che suona non garantisce in nessun modo che un furto non prosegua. La segnalazione di allarme è veicolata tramite GSM con una telefonata e o sms che deve poter dare tutte le info dettagliate sul singolo sensore che è scattato.

Il ruolo di deterrente non è però da sottovalutare, perchè la presenza di una sirena ben visibiile dall'esterno può far si che il malvivente indirizzi le proprie attenzioni altrove. Dovendo risparmiare si può anche utilizzare una sirena interna più economica e una sirena esterna "civetta" con la scocca uguale a una sirena vera.

Le segnalazioni di allarme e guasto

Le segnalazioni di allarme devono arrivare necessariamente con una telefonata. Alla telefonata si può abbinare un sms che descrive il dettaglio dell'evento (nome del sensore, orario di allarme). E' fondamentale che la centrale si in grando di comunicare all'utente anche i guasti come per esempio la mancanza della alimentazione 220V, il guasto alla batteria della centrale, il basso livello delle batterie di eventuali sensori radio, ecc.. In particolare la segnlazione di assenza di corrente elettrica è imprescindibile, una centrale di allarme senza corrente rimane attiva con la batteria al massimo 1 giorno. Si provi a pensare quanto possa essere semplice per un malvivente far mancare la corrente all'appartamento. 

Filare o wireless?

Fino a qualche anno fa la risposta sarebbe stata semplice, ovvero "Filare". Oggi le tecnologie radio si sono evolute e sono in grado di garantire un livello di affidabilità e sicurezza analoghe agli impianti filari per classi di protezione "Grado 1" e "Grado 2". Per il livello di protezione "Grado 3" (banche, gioiellerie, depositi di armi, ecc..) invece il filare è l'unica soluzione.

In presenza di predisposizione per il filare la prima scelta è quindi di utilizzare dei sensori cablati. A volte però le scatole di derivazione che vengono previste dal costruttore non sono posizionate in modo ottimale. Il vantaggio del wireless invece è che il posizionamento dei componenti può essere fatto nel migliore dei modi perchè non ci sono vincoli. In assenza di predisposizione invece il wireless è una scelta obbligata.

L'unica cosa da ricordare e da chiedere agli installatori è che la tecnologia radio dei sensori deve essere "BIDIREZIONALE". Ovvero i sensori quando comunicano alla centrale che c'è una condizione di allarme devono ricevere una conferma di ricezione dalla centrale. In caso di problema radio persistente la centrale poi deve attivare la segnalazione di allarme "Jamming" (oscuramento radio).

La differenza tra un sensore radio BIDIREZIONALE e un sensore radio MONODIREZIONALE è la stessa che c'è tra una Raccomandata con ricevuta di ritorno e una lettera con posta generica. Non affideremmo mai una comunicazione importante a una lettera tradizionale.

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